{"id":13073,"date":"2026-03-12T09:55:03","date_gmt":"2026-03-12T08:55:03","guid":{"rendered":"https:\/\/radioitaliauno.it\/?p=13073"},"modified":"2026-03-12T09:55:03","modified_gmt":"2026-03-12T08:55:03","slug":"desertificazione-commerciale-inarrestabile-dal-2012-scomparsi-156mila-negozi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioitaliauno.it\/?p=13073","title":{"rendered":"Desertificazione commerciale inarrestabile, dal 2012 scomparsi 156mila negozi"},"content":{"rendered":"<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"799\" src=\"https:\/\/www.italpress.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/20260312_0351.jpg\" class=\"webfeedsFeaturedVisual wp-post-image\" alt=\"Desertificazione commerciale inarrestabile, dal 2012 scomparsi 156mila negozi\" title=\"Desertificazione commerciale inarrestabile, dal 2012 scomparsi 156mila negozi\" srcset=\"https:\/\/www.italpress.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/20260312_0351.jpg 1200w, https:\/\/www.italpress.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/20260312_0351-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.italpress.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/20260312_0351-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.italpress.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/20260312_0351-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.italpress.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/20260312_0351-696x463.jpg 696w, https:\/\/www.italpress.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/20260312_0351-1068x711.jpg 1068w, https:\/\/www.italpress.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/20260312_0351-631x420.jpg 631w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\"><\/p>\n<p>ROMA (ITALPRESS) \u2013 Sempre pi\u00f9 vetrine spente nelle citt\u00e0 italiane: tra il 2012 e il 2025, in Italia sono scomparsi 156mila punti vendita del commercio al dettaglio e ambulante, oltre un quarto del totale. Crescono solo le imprese del comparto alloggio e ristorazione (+19mila) e aumenta il numero di locali commerciali sfitti. Il fenomeno della desertificazione commerciale, dunque, accelera (a un tasso medio annuo del 3,1% nel 2025 contro il 2,2% osservato nelle precedenti analisi), con il rischio che da qui al 2035 avremo citt\u00e0 meno illuminate, alcuni quartieri-dormitorio, popolazione anziana con difficolt\u00e0 a fare la spesa e anche l\u2019ipotesi di un maggior degrado delle citt\u00e0. I comuni del Nord evidenziano le maggiori perdite di negozi al dettaglio (tra i primi 10, Belluno, Vercelli, Trieste, Alessandria, Savona, Gorizia con perdite di oltre il 33%), mentre al Sud si registra una maggiore tenuta: questi i principali risultati che emergono dall\u2019analisi \u201cCitt\u00e0 e demografia d\u2019impresa\u201d realizzata dall\u2019Ufficio Studi Confcommercio e presentata oggi nel corso di un briefing con la stampa dal direttore, Mariano Bella. L\u2019analisi riguarda 122 citt\u00e0 italiane (107 capoluoghi di provincia e 15 comuni non capoluogo pi\u00f9 popolosi) e \u201cfotografa\u201d l\u2019andamento di 18 categorie di attivit\u00e0 economiche, distinguendo tra centri storici e resto del territorio urbano.<br \/>\nIl cambiamento dei modelli di consumo continua a incidere profondamente sulla struttura commerciale delle citt\u00e0. Nel 2025 le vendite online rappresentano l\u201911,3% dei consumi totali di beni acquistabili online e il 18,4% dei servizi, contribuendo a ridurre il numero di negozi fisici e modificando l\u2019organizzazione dell\u2019offerta commerciale. Ma soprattutto, a fronte di una variazione dell\u2019indice di vendite al dettaglio totale, tra il 2015 e il 2025, pari a +14,4%, le piccole superfici sono completamente ferme (0,0%) mentre l\u2019online risulta quasi triplicato (+187%). Nel 2019 il valore delle vendite online era pari a 31,4 miliardi, nel 2025 \u00e8 arrivato a 62,3 miliardi. Questo processo, insieme alle trasformazioni socio-economiche e demografiche, tende a innescare un circolo vizioso: la riduzione del numero di negozi riduce l\u2019attrattivit\u00e0 commerciale delle aree urbane e alimenta ulteriormente la contrazione dell\u2019offerta.<br \/>\nNel commercio e nei pubblici esercizi prosegue il contributo delle imprese a titolarit\u00e0 straniera (+134mila, contro un calo di 290mila per quelle italiane nel periodo 2012-2025), che svolgono anche una importante funzione di integrazione economica e occupazionale (+194mila occupati). Allo stesso tempo, per\u00f2, cresce la dimensione media delle imprese italiane, che passa da 2,4 addetti per impresa nel 2012 a 3 addetti nel 2025, mentre quelle guidate da imprenditori stranieri restano generalmente pi\u00f9 piccole e diffuse (da 1,9 addetti a 1,7 addetti), rappresentando una forma di \u2018supplenz\u00e0 \u2013 seppur disordinata \u2013 nei contesti urbani pi\u00f9 fragili. Rispetto alla forma societaria, crescono le societ\u00e0 di capitale (dal 9% al 17% nel commercio al dettaglio e dal 14,2% al 30,6% nell\u2019alloggio e ristorazione) e diminuiscono tutte le altre forme (ditte individuali, societ\u00e0 di persone, cooperative, consorzi), evidenziando un processo di progressiva strutturazione delle imprese del terziario, con una maggiore organizzazione imprenditoriale e una crescente ricerca di efficienza e produttivit\u00e0.<br \/>\nNelle citt\u00e0 \u2013 sia a livello nazionale che nei 122 comuni oggetto dell\u2019analisi \u2013 continua a cambiare la composizione delle attivit\u00e0 economiche: crescono le attivit\u00e0 legate al turismo, in particolare alloggi per affitti brevi; si espandono ristorazione con e senza somministrazione; diminuiscono invece le attivit\u00e0 commerciali tradizionali (negozi e commercio ambulante).<br \/>\nIn molti casi la crescita degli alloggi turistici avviene a scapito delle strutture alberghiere tradizionali, mentre parte dei bar si riclassifica nella ristorazione. Il risultato \u00e8 una trasformazione dell\u2019offerta economica dei centri urbani, con effetti ancora incerti sull\u2019equilibrio tra turismo, residenti e servizi di prossimit\u00e0.<br \/>\nA livello territoriale, nei 122 comuni oggetto dell\u2019analisi, nel Sud si registra uno sviluppo di attivit\u00e0 meno ordinato nell\u2019ambito di una maggiore vitalit\u00e0: il dato pi\u00f9 significativo \u00e8, in particolare, quello dei B&amp;B che risultano quasi quadruplicati nei centri storici dal 2012 ad oggi.<br \/>\nConcentrando l\u2019analisi sulle 18 categorie oggetto di questo studio, le variazioni percentuali del numero di imprese attive nei centri storici tra il 2012 e il 2025 evidenziano una forte ristrutturazione del tessuto commerciale urbano caratterizzato da meno commercio di prossimit\u00e0 e pi\u00f9 attivit\u00e0 orientate al turismo e alla ristorazione, con un progressivo cambiamento della funzione economica e sociale degli spazi urbani.<br \/>\nIl dato pi\u00f9 evidente \u00e8 il calo diffuso delle attivit\u00e0 commerciali tradizionali, in particolare nei settori legati ai beni non alimentari, come edicole (-51,9%), abbigliamento e calzature (-36,9%), mobili e ferramenta (-35,9%), libri e giocattoli (-32,6%). Anche bar e commercio ambulante risultano in diminuzione, segno di una contrazione dell\u2019offerta commerciale tradizionale nei centri urbani. In controtendenza crescono, invece, alcune attivit\u00e0 legate ai servizi e alla domanda turistica: ristoranti (+35%), l\u2019aggregato rosticcerie, gelaterie, pasticcerie (+14,4%) e soprattutto gli altri alloggi (+184,4%), categoria in cui rientrano gli affitti brevi, che registrano l\u2019incremento pi\u00f9 marcato.<br \/>\nDinamiche positive, ma pi\u00f9 moderate, riguardano anche farmacie e computer e telefonia.<br \/>\nA livello territoriale, le aree del Nord evidenziano le maggiori perdite di negozi al dettaglio e attivit\u00e0 ambulanti, mentre nel Mezzogiorno si registra una maggiore tenuta: dei 122 comuni presi in esame dall\u2019analisi, i primi 10 comuni con le maggiori perdite di imprese risultano Agrigento (-37,5%), Ancona (- 35,9%), Belluno (-35,8%), Pesaro e Vercelli (-34,9%), Trieste (-34,1%), Alessandria (-33,7%), Savona (-33,5%), Ascoli Piceno (-33,4%), Gorizia (- 33,3%); i 10 Comuni che, invece, registrano la minore perdita di imprese sono: Crotone (-1,8%), Olbia (-10,1%), Latina (-13,8%), Frascati (-13,9%), Cagliari (- 14,4%), Cinisello Balsamo (-14,5%), Iglesias (-15,3%), Imperia (-15,7%), Cuneo (-16,3%), Vibo Valentia (-16,5%).<br \/>\n\u201cLa desertificazione commerciale \u00e8 diventata un\u2019emergenza che penalizza le aree urbane, con meno servizi e meno sicurezza \u2013 commenta il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli -. Va avviato il nostro progetto Cities con i sindaci su tre priorit\u00e0: disciplinare l\u2019offerta commerciale nei centri storici; riutilizzo immediato dei locali sfitti e coniugare sviluppo economico e urbanistica\u201d.<\/p>\n<p>\u2013 foto Ipa Agency \u2013<br \/>\n(ITALPRESS).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) \u2013 Sempre pi\u00f9 vetrine spente nelle citt\u00e0 italiane: tra il 2012 e il 2025, in Italia sono scomparsi 156mila punti vendita del commercio al dettaglio e ambulante, oltre un quarto del totale. Crescono solo le imprese del comparto alloggio e ristorazione (+19mila) e aumenta il numero di locali ...<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":13074,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[572],"tags":[],"class_list":["post-13073","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/radioitaliauno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13073","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/radioitaliauno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/radioitaliauno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/radioitaliauno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/radioitaliauno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=13073"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/radioitaliauno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13073\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/radioitaliauno.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/13074"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/radioitaliauno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=13073"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/radioitaliauno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=13073"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/radioitaliauno.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=13073"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}