{"id":13264,"date":"2026-03-31T11:30:03","date_gmt":"2026-03-31T09:30:03","guid":{"rendered":"https:\/\/radioitaliauno.it\/?p=13264"},"modified":"2026-03-31T11:30:03","modified_gmt":"2026-03-31T09:30:03","slug":"tumore-al-seno-multidisciplinarieta-ed-eccellenza-al-san-raffaele-di-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioitaliauno.it\/?p=13264","title":{"rendered":"Tumore al seno, multidisciplinariet\u00e0 ed eccellenza al San Raffaele di Milano"},"content":{"rendered":"<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.italpress.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/20260331_0333.jpg\" class=\"webfeedsFeaturedVisual wp-post-image\" alt=\"Tumore al seno, multidisciplinariet\u00e0 ed eccellenza al San Raffaele di Milano\" title=\"Tumore al seno, multidisciplinariet\u00e0 ed eccellenza al San Raffaele di Milano\" srcset=\"https:\/\/www.italpress.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/20260331_0333.jpg 1024w, https:\/\/www.italpress.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/20260331_0333-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.italpress.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/20260331_0333-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.italpress.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/20260331_0333-80x60.jpg 80w, https:\/\/www.italpress.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/20260331_0333-265x198.jpg 265w, https:\/\/www.italpress.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/20260331_0333-696x522.jpg 696w, https:\/\/www.italpress.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/20260331_0333-560x420.jpg 560w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\"><\/p>\n<p>MILANO (ITALPRESS) \u2013 Il cancro al seno rappresenta il tumore pi\u00f9 frequentemente diagnosticato nel genere femminile e resta ancora la principale causa di mortalit\u00e0 oncologica nelle donne.<br \/>\u201cL\u2019anno scorso in Italia ci sono stati circa 55mila nuovi casi e purtroppo 12mila donne non ce l\u2019hanno fatta. Possiamo per\u00f2 guardare al futuro, ma anche al presente, con maggior ottimismo, perch\u00e8 i numeri sono in costante miglioramento\u201d, afferma il professor Oreste Gentilini, direttore dell\u2019Unit\u00e0 di Chirurgia della Mammella dell\u2019IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e docente di Chirurgia Generale all\u2019Universit\u00e0 Vita-Salute San Raffaele. A capo di una delle Breast Unit pi\u00f9 riconosciute in Italia (\u00e8 in Lombardia UNIENISO 9001 dal 2016), il professor Gentilini guida un team multidisciplinare all\u2019interno di una struttura che ogni anno esegue circa 800 interventi, di cui 500 per il tumore della mammella, con ricostruzione immediata in oltre il 90% dei casi. \u201cAl momento sappiamo che circa il 90% delle donne pu\u00f2 dirsi guarita dopo aver ricevuto una diagnosi di tumore della mammella e questi numeri possono essere addirittura migliori quando la diagnosi viene fatta pi\u00f9 precocemente\u201d, sottolinea Gentilini.<br \/>Il merito di ci\u00f2 sta nei progressi della ricerca scientifica e delle innovazioni disponibili sia in campo farmaceutico sia a livello chirurgico.<br \/>\u201cAbbiamo maggiori conoscenze e questo ci permette di personalizzare al meglio le cure \u2013 evidenzia -. C\u2019\u00e8 una maggiore aderenza ai programmi di screening e in questo modo abbiamo la possibilit\u00e0 di effettuare una diagnosi precoce che \u00e8 fondamentale per migliorare le possibilit\u00e0 di guarigione. Inoltre, ad oggi disponiamo di farmaci innovativi che hanno sostanzialmente rivoluzionato il trattamento del tumore della mammella. L\u2019insieme di queste tre caratteristiche \u2013 maggiore conoscenza, diagnosi precoce e nuovi farmaci \u2013 ci permette di fare degli interventi che siano molto meno invasivi rispetto al passato, pi\u00f9 precisi, pi\u00f9 limitati e quindi pi\u00f9 personalizzati per la singola paziente\u201d.<br \/>Come detto, il team \u00e8 multidisciplinare: chirurghi senologi, plastici, oncologi, radioterapisti e radiologi, ginecologi, genetisti, patologi collaborano con il case manager e breast navigator nurse per offrire percorsi personalizzati; sono inoltre disponibili servizi di supporto psicologico, nutrizionale, fisioterapico e preservazione della fertilit\u00e0.<br \/>Tra le tecniche impiegate figurano la quadrantectomia con biopsia del linfonodo sentinella e la ricostruzione immediata con protesi o espansori, e chirurgia mininvasiva endoscopica e robotica.<br \/>La Breast Unit, inoltre, \u00e8 stata pioniera nella mastectomia nipplesparing con ricostruzione prepettorale, che preserva l\u2019areola e migliora il risultato estetico. Nel 2025 l\u2019Ospedale ha introdotto una nuova tecnica mininvasiva endoscopica per la mastectomia: un\u2019operazione pi\u00f9 precisa, che riduce la cicatrice e preserva la sensibilit\u00e0. L\u2019Unit\u00e0 partecipa inoltre alla rete internazionale EUBREAST e conduce progetti di ricerca volti a evitare lo svuotamento ascellare; offre percorsi dedicati alle pazienti con mutazioni BRCA e ha contribuito al conseguimento dei tre Bollini Rosa 2026-2027 conferiti da Fondazione Onda per l\u2019eccellenza nella cura della salute femminile.<br \/>La Breast Unit guidata dal professor Gentilini fa parte anche del Comprehensive Cancer Center del San Raffaele. \u201cOffre alle pazienti delle opportunit\u00e0 addizionali. Una che vorrei segnalare riguarda la possibilit\u00e0 di accedere a tecniche di preservazione della fertilit\u00e0 che sappiamo possono essere particolarmente rilevanti quando dobbiamo gestire e curare delle donne di giovane et\u00e0, che purtroppo devono attraversare questo tipo di percorso\u201d, spiega il professore, che poi si sofferma anche su come la ricerca condotta al San Raffaele abbia un impatto concreto sulle donne prese in cura dall\u2019Ospedale. \u201cHo il piacere e il privilegio di presiedere una organizzazione di ricerca internazionale che si chiama U-BREAST che conduce grossi studi internazionali. Per la paziente questa \u00e8 una grande opportunit\u00e0 che si traduce nel poter partecipare a progetti di ricerca, ossia avere la possibilit\u00e0 di ricevere oggi quelli che sono verosimilmente saranno i trattamenti standard di domani \u2013 spiega -. Nella nostra Breast Unit circa il 30% delle pazienti viene inserito in progetti di ricerca clinica. Ce ne sono alcuni che riguardano la gestione chirurgica delle pazienti che hanno linfonodi positivi e che vengono trattate con una terapia sistemica primaria, sempre con l\u2019ottica di migliorare la qualit\u00e0 di vita delle pazienti. Abbiamo per\u00f2 anche altri grossi progetti, uno dei quali riguarda la possibilit\u00e0 di utilizzare uno strumento PET-TAC portatile con il quale si possono valutare le immagini intraoperatorie per ridurre la possibilit\u00e0 di avere margini positivi e quindi riducendo la possibilit\u00e0 di dover operare di nuovo le pazienti. Possiamo anche inserire le pazienti in un progetto europeo internazionale che riguarda l\u2019utilizzo dell\u2019intelligenza artificiale e che permette, a chi combatte il cancro della mammella, di avere una maggiore consapevolezza di quello che sar\u00e0 il proprio aspetto esteriore dopo l\u2019intervento chirurgico, cosa che non \u00e8 assolutamente facile n\u00e8 da spiegare n\u00e8 da capire. Attraverso questa possibilit\u00e0 pensiamo che le donne possano essere maggiormente coinvolte nel processo decisionale che porta alla scelta dell\u2019intervento migliore per ogni singola paziente\u201d.<\/p>\n<p>\u2013 foto ufficio stampa San Raffaele \u2013<br \/>(ITALPRESS).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MILANO (ITALPRESS) \u2013 Il cancro al seno rappresenta il tumore pi\u00f9 frequentemente diagnosticato nel genere femminile e resta ancora la principale causa di mortalit\u00e0 oncologica nelle donne.\u201cL\u2019anno scorso in Italia ci sono stati circa 55mila nuovi casi e purtroppo 12mila donne non ce l\u2019hanno fatta. 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