{"id":13698,"date":"2026-05-13T13:40:02","date_gmt":"2026-05-13T11:40:02","guid":{"rendered":"https:\/\/radioitaliauno.it\/?p=13698"},"modified":"2026-05-13T13:40:02","modified_gmt":"2026-05-13T11:40:02","slug":"confcommercio-nel-2025-lillegalita-e-costata-alle-imprese-41-miliardi-di-euro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioitaliauno.it\/?p=13698","title":{"rendered":"Confcommercio, nel 2025 l\u2019illegalit\u00e0 \u00e8 costata alle imprese 41 miliardi di euro"},"content":{"rendered":"<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.italpress.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/20260513_0774.jpg\" class=\"webfeedsFeaturedVisual wp-post-image\" alt=\"Confcommercio, nel 2025 l\u2019illegalit\u00e0 \u00e8 costata alle imprese 41 miliardi di euro\" title=\"Confcommercio, nel 2025 l\u2019illegalit\u00e0 \u00e8 costata alle imprese 41 miliardi di euro\" srcset=\"https:\/\/www.italpress.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/20260513_0774.jpg 1200w, https:\/\/www.italpress.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/20260513_0774-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.italpress.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/20260513_0774-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.italpress.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/20260513_0774-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.italpress.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/20260513_0774-80x60.jpg 80w, https:\/\/www.italpress.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/20260513_0774-265x198.jpg 265w, https:\/\/www.italpress.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/20260513_0774-696x522.jpg 696w, https:\/\/www.italpress.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/20260513_0774-1068x801.jpg 1068w, https:\/\/www.italpress.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/20260513_0774-560x420.jpg 560w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\"><\/p>\n<p>ROMA (ITALPRESS) \u2013 Nel 2025 l\u2019illegalit\u00e0 \u00e8 costata alle imprese del commercio e dei pubblici esercizi 41 miliardi di euro e ha messo a rischio 284mila posti di lavoro regolari, in crescita rispetto all\u2019anno precedente (nel 2024: 39,2 miliardi e 276mila posti di lavoro). L\u2019abusivismo commerciale costa 10,5 miliardi di euro, l\u2019abusivismo nella ristorazione pesa per 8,5 miliardi, la contraffazione per 5 miliardi, il taccheggio per 5,4 miliardi. Gli altri costi della criminalit\u00e0 (ferimenti, assicurazioni, spese difensive) ammontano a 7,4 miliardi e i costi per la cyber criminalit\u00e0 a 4,2 miliardi. Questi alcuni risultati dell\u2019indagine dell\u2019Ufficio studi Confcommercio sui fenomeni illegali presentata nel corso della giornata \u201cLegalit\u00e0 ci piace!\u201d che ha visto la presenza, tra gli altri, del ministro dell\u2019Interno, Matteo Piantedosi. \u201cLe imprese sane fanno gi\u00e0 la loro parte. Ma proprio per questo non possono essere lasciate sole davanti alla illegalit\u00e0 \u2013 afferma il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli -. I dati della nostra indagine ci consegnano anche quest\u2019anno un quadro molto preoccupante. Dentro questi numeri ci sono l\u2019abusivismo nel commercio e nella ristorazione, la contraffazione, il taccheggio, i costi legati alla criminalit\u00e0 diffusa e quelli sempre pi\u00f9 rilevanti della cyber criminalit\u00e0. Dietro questi numeri \u2013 prosegue \u2013 ci sono imprese penalizzate, investimenti frenati, quartieri che si impoveriscono, citt\u00e0 meno vivibili. C\u2019\u00e8 un punto per noi fondamentale che \u00e8 il ruolo delle nostre imprese come presidio sociale. Perch\u00e8 un negozio aperto non \u00e8 soltanto un luogo di vendita. E\u2019 luce accesa, presenza, relazione, controllo spontaneo del territorio, sicurezza percepita e reale. Ogni saracinesca che si abbassa non \u00e8 soltanto un\u2019impresa che chiude. E\u2019 un punto di vita della citt\u00e0 che si spegne, e contribuisce al degrado, alla criminalit\u00e0, alla solitudine. E\u2019 un pezzo di comunit\u00e0 che si indebolisce. Per questo sicurezza urbana e tenuta del commercio di prossimit\u00e0 devono essere considerate due lati della stessa strategia. La lotta alla desertificazione commerciale \u00e8 anche una politica per la sicurezza delle citt\u00e0\u201d, conclude. <br \/>\u201cIl mondo produttivo deve pretendere e ricevere dallo Stato risposte concrete alla domanda di sicurezza ma deve esso stesso partecipare attivamente alla produzione e diffusione della legalit\u00e0 \u2013 sottolinea il ministro dell\u2019Interno Matteo Piantedosi -. In questo senso, la collaborazione con l\u2019associazionismo imprenditoriale e con gli operatori economici costituisce senza dubbio la strategia vincente per potenziare sinergie finalizzate alla prevenzione e al contrasto di qualsiasi tipo di infiltrazione della criminalit\u00e0 organizzata nel mercato che possa limitare direttamente o indirettamente la libert\u00e0 economica delle imprese e, nel contempo, per garantire agli operatori del settore di vivere in un contesto sicuro\u201d.<br \/>Per il titolare del Viminale \u201c\u00e8 necessario convogliare tutte le energie in un sistema unitario e coeso, perch\u00e8 i beni da tutelare \u2013 benessere, ricchezza, competitivit\u00e0 \u2013 appartengono alla comunit\u00e0 nazionale nel suo insieme e non a un gruppo, a una categoria, a portatori di interessi particolari. L\u2019illegalit\u00e0, infatti \u2013 aggiunge Piantedosi -, \u00e8 una scelta perdente anche dal punto di vista economico; il rispetto delle regole oltre che giusto e doveroso, \u00e8 anche utile e conveniente. Rafforzare le condizioni di legalit\u00e0 nella produzione e nel commercio significa moltiplicare le opportunit\u00e0 per una crescita economica e sociale sana, equilibrata, duratura. Questo significa anche contrastare ogni forma di corruzione, prevenire i comportamenti al di fuori delle regole, anche quelli minori, che troppo spesso sono ingiustamente tollerati\u201d.<br \/>Secondo l\u2019indagine di Confcommercio, il 29% delle imprese del terziario di mercato percepisce un peggioramento dei livelli di sicurezza nel 2025. I furti restano il fenomeno criminale percepito in maggior aumento dagli imprenditori (26%), seguiti da atti di vandalismo e spaccate (24,1%), aggressioni e violenze (24,1%), rapine (24%). Tre imprenditori su dieci (30,2%) temono che la propria impresa possa essere esposta a crimini quali furti, truffe e frodi informatiche, atti vandalici, rapine, aggressioni e i furti rappresentano la principale preoccupazione (32%). Il 22,8% delle imprese segnala episodi criminali legati alle baby gang nella zona di operativit\u00e0 e di queste la met\u00e0 (49,6%) \u00e8 preoccupata per la propria attivit\u00e0 \u2013 prosegue ancora l\u2019indagine -. Un\u2019impresa su tre (33%) teme la malamovida, soprattutto per il degrado urbano (50,3%) e per atti di vandalismo e danneggiamenti (45,5%). Forze dell\u2019ordine (66%), organizzazioni antiusura (47,7%) e associazioni di categoria (34,6%) sono considerati i soggetti pi\u00f9 vicini agli imprenditori minacciati dalla criminalit\u00e0. Di fronte a episodi criminali il 65,1% degli imprenditori sostiene che chi li subisce dovrebbe sporgere denuncia, il 51,2% si rivolgerebbe alle associazioni di categoria e il 19,7 % dichiara che non saprebbe cosa fare. Quasi 7 imprese su 10 (66,6%) si ritengono penalizzate dall\u2019abusivismo e dalla contraffazione, in termini soprattutto di concorrenza sleale (53,5%) e riduzione dei ricavi (22,2%). Oltre 6 imprese del commercio su 10 (62,3%) subiscono il taccheggio e, tra queste, quasi 1 su 5 (19,8%) ne \u00e8 colpita pi\u00f9 volte a settimana o quotidianamente. Sistemi antitaccheggio (74,5%) e videosorveglianza (73,4%) sono le misure di protezione maggiormente adottate per contrastare il fenomeno. Per circa un\u2019impresa del commercio su tre (31,6%) il taccheggio incide in misura significativa sui ricavi, con perdite che nella maggior parte dei casi (88%) arrivano fino al 2%.  Quasi nove imprese del terziario di mercato su dieci (87,3%) hanno investito in misure di sicurezza, principalmente in sistemi di videosorveglianza (74%) e di allarmi antifurto (55,5%), destinando in media l\u20191,1% del fatturato. A peggiorare la vivibilit\u00e0 dei quartieri \u2013 secondo l\u2019indagine \u2013 sono soprattutto la microcriminalit\u00e0 (43,2%) e gli atti vandalici (41,7%). Degrado urbano (35,4%), minori opportunit\u00e0 di lavoro (23,3%) e crescita dell\u2019insicurezza dei residenti (20,6%) sono indicate come le principali conseguenze dell\u2019aumento delle chiusure delle attivit\u00e0 economiche di quartiere. Prevenzione con pi\u00f9 presidi sui territori, sostegno agli investimenti privati in sicurezza, sicurezza urbana. Sono solo alcune delle proposte di Confcommercio per la legalit\u00e0 e la sicurezza. Nel dettaglio la confederazione propone la prevenzione con pi\u00f9 presidi visibili nei territori attraverso il poliziotto di quartiere, pattugliamenti nelle aree commerciali, maggiore presenza nelle fasce orarie pi\u00f9 critiche, non solo notturne ma anche serali, pre-chiusura, weekend e momenti di maggiore afflusso. Sostegno agli investimenti privati in sicurezza con il credito d\u2019imposta o contributi per videosorveglianza, allarmi, sistemi antitaccheggio, collegamenti con centrali operative, illuminazione esterna, sicurezza privata; priorit\u00e0 alle piccole imprese di prossimit\u00e0, che hanno meno capacit\u00e0 finanziaria. Confcom propone, inoltre, un rafforzamento del contrasto al taccheggio con strumenti pi\u00f9 rapidi per segnalazione e intervento e attenzione alle reti organizzate e alla recidiva. Inoltre, piani territoriali per le aree commerciali pi\u00f9 esposte attraverso tavoli permanenti Prefetture-Comuni-Forze dell\u2019ordine-Associazioni di categoria; mappatura delle zone a maggiore rischio; interventi coordinati su furti, spaccate, mala movida, abusivismo, degrado. Infine, sicurezza urbana come leva contro la desertificazione commerciale con un collegamento tra politiche di sicurezza, rigenerazione urbana, commercio di prossimit\u00e0 e contrasto ai negozi sfitti e la chiusura delle attivit\u00e0 genera insicurezza e l\u2019insicurezza genera altre chiusure.<\/p>\n<p>\u2013 Foto xb1\/Italpress \u2013<\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA (ITALPRESS) \u2013 Nel 2025 l\u2019illegalit\u00e0 \u00e8 costata alle imprese del commercio e dei pubblici esercizi 41 miliardi di euro e ha messo a rischio 284mila posti di lavoro regolari, in crescita rispetto all\u2019anno precedente (nel 2024: 39,2 miliardi e 276mila posti di lavoro). 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