{"id":15303,"date":"2026-10-16T09:35:03","date_gmt":"2026-10-16T07:35:03","guid":{"rendered":"https:\/\/radioitaliauno.it\/?p=15303"},"modified":"2026-10-16T09:35:03","modified_gmt":"2026-10-16T07:35:03","slug":"assogomma-2026-tra-luci-e-ombre-il-cbam-rischia-di-essere-un-boomerang","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/radioitaliauno.it\/?p=15303","title":{"rendered":"Assogomma \u201c2026 tra luci e ombre, il CBAM rischia di essere un boomerang\u201d"},"content":{"rendered":"<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.italpress.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/20261016_0172.jpg\" class=\"webfeedsFeaturedVisual wp-post-image\" alt=\"Assogomma \u201c2026 tra luci e ombre, il CBAM rischia di essere un boomerang\u201d\" title=\"Assogomma \u201c2026 tra luci e ombre, il CBAM rischia di essere un boomerang\u201d\" srcset=\"https:\/\/www.italpress.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/20261016_0172.jpg 1200w, https:\/\/www.italpress.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/20261016_0172-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.italpress.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/20261016_0172-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.italpress.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/20261016_0172-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.italpress.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/20261016_0172-696x392.jpg 696w, https:\/\/www.italpress.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/20261016_0172-1068x601.jpg 1068w, https:\/\/www.italpress.com\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/20261016_0172-747x420.jpg 747w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\"><\/p>\n<p>MILANO (ITALPRESS) \u2013 Un anno di luci e ombre per l\u2019industria italiana della gomma. A tracciare il quadro \u00e8 Giovanni Panico, direttore di Assogomma, intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy. L\u2019associazione aderente a Confindustria rappresenta 200 imprese e circa 30 mila addetti.<br \/>\nIl settore, spiega Panico, include per met\u00e0 pneumatici e per met\u00e0 articoli tecnici come tubazioni, guarnizioni, nastri trasportatori e cinghie, destinati a svariati comparti. Un materiale a volte \u201cnascosto\u201d ma imprescindibile, spesso con funzioni di sicurezza.<br \/>\nLe indagini congiunturali dell\u2019associazione fotografano una spaccatura: un terzo delle aziende dichiara fatturato in crescita, un terzo stabile, un terzo in calo. Arrivano per\u00f2 i primi segnali positivi, con i dati dei nove mesi della produzione di pneumatici e articoli tecnici in territorio positivo rispetto a fine 2025. I livelli produttivi restano comunque inferiori del 20-25% rispetto al periodo pre-Covid.<br \/>\nLa prima met\u00e0 dell\u2019anno \u00e8 stata complicata da energia e materie prime. L\u2019industria utilizza per met\u00e0 gomma sintetica, in parte derivata dal petrolio, e per met\u00e0 gomma naturale. Le tensioni legate alla guerra nel Golfo hanno bloccato la filiera per almeno un paio di mesi, con fornitori incapaci persino di quotare i materiali o indicare i tempi di consegna. \u201cAdesso sembra che la situazione si stia stabilizzando \u2013 osserva Panico \u2013 ma \u00e8 troppo presto per dire che siamo usciti dal guado\u201d.<br \/>\nSul fronte normativo, l\u2019associazione di categoria condivide i principi del CBAM, il meccanismo europeo di adeguamento del carbonio alle frontiere, ma ne critica l\u2019applicazione. Con la nuova edizione del regolamento il filo d\u2019acciaio di rinforzo dei pneumatici entrer\u00e0 nello schema. Secondo uno studio di Tyres Europe, l\u2019impatto per i produttori europei sar\u00e0 di circa 70 milioni di euro nel solo 2028 e salir\u00e0 fino a 140 milioni l\u2019anno nel 2034. Il rischio \u00e8 l\u2019effetto boomerang: \u201cchi produce in Europa paga gi\u00e0 l\u2019ETS e pagher\u00e0 anche sulle materie prime , mentre il pneumatico finito importato non \u00e8 soggetto a CBAM. E\u2019 un modello gi\u00e0 visibile nelle tubazioni in gomma rinforzate con acciaio, dove i produttori italiani subiscono la concorrenza di tubi esteri non gravati dagli stessi costi. \u201cChiediamo alla Commissione una visione pi\u00f9 di filiera\u201d, sottolinea Panico.<br \/>\nAnaloga la critica alle quote di salvaguardia sull\u2019acciaio introdotte a luglio: riduzione del 70% delle disponibilit\u00e0 e dazi raddoppiati dal 25% al 50% per tutelare un prodotto, il filo d\u2019acciaio per i tubi idraulici, che in Europa ha un solo produttore, incapace di soddisfare la domanda. Da anni oltre il 60% del fabbisogno arriva dall\u2019estero, e il conto delle nuove restrizioni, avverte il direttore Panico, lo paga chi acquista.<br \/>\nPreoccupa anche il quadro europeo dei pneumatici: negli ultimi 18 mesi i produttori Ue hanno chiuso nove stabilimenti, con oltre 4.400 posti a rischio, e dal 2018 hanno perso oltre il 12% di quota di mercato. In Italia finora nessuna chiusura, ma Assogomma sottolinea che serve una politica energetica che riduca i costi, oltre a strumenti come l\u2019Industrial Accelerator Act, accolto con favore ma ancora lacunoso: ad esempio il pneumatico da ricambio, tre quarti delle vendite, non \u00e8 coperto. Indispensabili, infine, controlli efficaci alle frontiere, perch\u00e8 i costi di conformit\u00e0 non ricadano solo sulle imprese europee.<br \/>\nQuanto ai dazi sui pneumatici cinesi per autovettura, in vigore da luglio dopo oltre un anno di inchiesta, le importazioni si sono gi\u00e0 spostate verso Thailandia, Cambogia e Vietnam. Nei primi nove mesi dell\u2019anno le importazioni di articoli in gomma generici a basso valore sono salite del 20% in quantit\u00e0 ma solo del 6% in valore. \u201cOccorre ripensare gli strumenti \u2013 conclude Panico \u2013 e renderli pi\u00f9 rapidi ed efficaci rispetto all\u2019evoluzione dell\u2019economia reale\u201d.<\/p>\n<p>\u2013 Foto Italpress \u2013<\/p>\n<p>(ITALPRESS).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MILANO (ITALPRESS) \u2013 Un anno di luci e ombre per l\u2019industria italiana della gomma. A tracciare il quadro \u00e8 Giovanni Panico, direttore di Assogomma, intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy. L\u2019associazione aderente a Confindustria rappresenta 200 imprese e circa 30 mila addetti. 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