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Confindustria Romania e FPIAR, a Bucarest focus per rilancio strategico della Ue

today29 Maggio 2026

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Confindustria Romania e FPIAR, a Bucarest focus per rilancio strategico della Ue

BUCAREST (ROMANIA) (ITALPRESS) – In un momento storico segnato da tensioni geopolitiche, trasformazioni tecnologiche e nuove sfide economiche globali, il Forum Economico 2026 organizzato da Confindustria Romania e dalla F.P.I.A.R – Federazione Patronale degli Industriali e degli Imprenditori della Romania – ha rappresentato molto più di un semplice appuntamento istituzionale: è stato un luogo di confronto autentico sul futuro dell’Europa, della sua industria e del suo ruolo nel mondo.
Al JW Marriott di Bucarest, il presidente di Confindustria Romania, Andrea Allocco e il presidente della F.P.I.A.R, Giulio Bertola, hanno accolto gli ospiti: imprenditori, manager, diplomatici, filosofi, innovatori e rappresentanti del mondo economico che hanno dato vita a un dialogo interdisciplinare capace di unire industria, tecnologia, cultura e visione strategica. Tra questi ricordiamo: Laura Aghilarre, Ambasciatrice d’Italia in Romania;
Vittorio De Pedys – Presidente di Simest; Luca Tagliaretti Direttore Esecutivo di Eccc – European Cybersecurity Competence Centre; Constantin vasilescu Presidente di – FP- SNERR Employers Federation of New Renewable Energy Sources in Romania; Sorin Mierlea Presidente di Infocons; il deputato Valentin Fagarasian; Alessandra Capobianco direttrice dell’ITA – Italian Trade Agency Ufficio di Bucarest; Federico Mozzi – responsabile dell’Ufficio Economico – Commerciale dell’Ambasciata d’Italia a Bucarest;
Daniel Mihai segretario generale di ARA – Associazione Romena delle Acque; Mihaela Hristache Responsabile Relazioni Internazionali della Camera di Commercio di Prahova; Calarasanu Adelina e Alexandru Petrescu in rappresentanza della Compagnia Nazionale Unifarm – Ministero della Sanità.
Il titolo scelto per l’evento “Powered by Europe. Open to the world” ha sintetizzato il filo conduttore dell’intero Forum: un’Europa chiamata oggi a rafforzare la propria autonomia strategica senza rinunciare alla cooperazione internazionale, costruendo un modello di sviluppo più resiliente, innovativo e sostenibile. Ad aprire i lavori è stato Andrea Allocco, presidente di Confindustria Romania e vice presidente della F.P.I.A.R che ha sottolineato come competitività industriale, digitalizzazione e capacità di innovare rappresentino ormai elementi indispensabili per la sicurezza economica europea. Nel suo intervento è emersa con forza la necessità di creare un ecosistema economico capace di integrare infrastrutture moderne, trasformazione digitale e cooperazione industriale tra i Paesi europei. “L’Europa non può più limitarsi a reagire alle crisi. Deve tornare a costruire, investire e innovare con una visione condivisa. Competitività industriale, autonomia energetica, trasformazione digitale e cooperazione internazionale non sono obiettivi separati, ma parti di una stessa strategia per garantire crescita, sicurezza economica e stabilità sociale alle future generazioni”.
Un contributo di grande rilievo istituzionale è arrivato da Laura Aghilarre, Ambasciatrice d’Italia in Romania, che ha evidenziato il valore strategico delle relazioni economiche tra Italia e Romania e il ruolo sempre più centrale che la cooperazione europea dovrà svolgere in un contesto internazionale caratterizzato da instabilità e competizione geopolitica.
Tra i temi più discussi durante il Forum quello dell’internazionalizzazione delle imprese europee. Vittorio De Pedys, presidente Simest, ha offerto una lettura approfondita delle nuove dinamiche economiche globali, soffermandosi sugli strumenti necessari per sostenere le aziende europee nei mercati internazionali e sulla crescente importanza di politiche industriali orientate alla resilienza e alla sicurezza strategica. Particolarmente apprezzato è stato il contributo culturale e filosofico portato da Andrea Colamedici e Maura Gancitano, che hanno affrontato il rapporto tra tecnologia, intelligenza artificiale e trasformazione sociale. I loro interventi hanno ampliato il dibattito oltre la dimensione economica, invitando il pubblico a riflettere sulle implicazioni culturali ed etiche dell’innovazione tecnologica e sul rischio di una società sempre più guidata dagli algoritmi piuttosto che dalla consapevolezza critica. Il tema dell’innovazione e della trasformazione dei sistemi produttivi è stato approfondito da Ernesto Ciorra, che ha illustrato come sostenibilità, open innovation e capacità di adattamento tecnologico rappresentino oggi fattori decisivi per la competitività industriale europea. Nel suo intervento è emersa con forza la necessità di costruire organizzazioni più flessibili, capaci di collaborare e di affrontare con rapidità i cambiamenti economici e geopolitici in atto.
Sul tema dell’innovazione è intervenuto anche Cristian Ranallo, che ha portato al Forum una riflessione concreta sul ruolo della trasformazione digitale come leva strategica per la competitività delle imprese europee. Nel suo intervento ha evidenziato come l’adozione delle nuove tecnologie, dall’intelligenza artificiale ai sistemi avanzati di gestione dei dati, non possa essere considerata esclusivamente una questione tecnologica, ma debba tradursi in un profondo cambiamento culturale e organizzativo.
Ranallo ha inoltre sottolineato l’importanza dell’open innovation come strumento per favorire la collaborazione tra imprese, startup, centri di ricerca e istituzioni, creando ecosistemi capaci di accelerare lo sviluppo di nuove competenze e di generare valore sostenibile nel lungo periodo. Un messaggio particolarmente apprezzato dai partecipanti, che ha rafforzato il tema centrale del Forum: la necessità per l’Europa di affrontare le sfide globali attraverso innovazione, cooperazione e visione strategica.
A chiudere il quadro è stato il contributo del giornalista Andrea Daniele Signorelli, che nel ruolo di moderatore ha guidato il dibattito tra i relatori con grande dinamismo e capacità di approfondimento. Attraverso le sue domande e i suoi interventi, il confronto ha mantenuto costantemente il focus sui grandi temi della trasformazione contemporanea: intelligenza artificiale, innovazione, geopolitica tecnologica e futuro dei sistemi economici europei. La sua conduzione ha contribuito a creare un dialogo fluido tra mondi diversi – industria, finanza, diplomazia e filosofia – rendendo il Forum non soltanto un momento di analisi economica, ma anche uno spazio di riflessione sul rapporto tra tecnologia, società e democrazia. Il Forum Economico 2026 ha così restituito l’immagine di un’Europa che, pur attraversando una fase complessa, non intende rinunciare al proprio ruolo di protagonista globale. Un’Europa che deve investire in infrastrutture, energia, innovazione e capitale umano, ma che soprattutto deve ritrovare una visione comune capace di unire industria, tecnologia e cultura.
Più che un semplice evento economico, quello di Bucarest è apparso come un laboratorio di idee sul futuro europeo: un luogo in cui imprenditoria, pensiero critico e diplomazia hanno dialogato per immaginare un nuovo modello di sviluppo aperto al mondo, ma fondato su una maggiore consapevolezza strategica e sulla capacità di fare sistema.

 – Foto ufficio stampa Confindustria Romania –
(ITALPRESS).

Scritto da: Admin

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